France Odeon XI #2: di restauri e adolescenti

Nel secondo giorno di France Odeon XI l’attenzione si è spostata sul cinema del passato, attraverso un convegno sul restauro italo-francese e la proiezione di Nella città l’inferno (1959) di Renato Castellani. Il cinema francese contemporaneo è poi tornato alla fine della giornata, con la proiezione del film Une fille facile.

Presso la sede dell’Istituto Francese di Firenze, si è tenuto il convegno Il restauro DNA italo-francese: dall’arte al cinema. L’incontro verteva sulla collaborazione tra Italia e Francia per il mantenimento di opere artistiche e cinematografiche. Si è parlato dell’importanza del restauro nella trasmissione dell’identità culturale e nella conservazione della memoria collettiva, ma anche dei metodi impiegati dai due paesi per il restauro delle diverse arti. Durante il convegno, sono intervenuti molti professionisti del settore: tra questi, l’architetto Carlo Blasi, al momento impegnato nel restauro della cattedrale di Notre-Dame de Paris, Gian Luca Farinelli della Cineteca di Bologna, Steve Della Casa della trasmissione radiofonica Hollywood Party, Hervé Pichard della Cineteca francese e Ronald Chammah di Les Films du Camélia.

La giornata è proseguita con l’omaggio a Myriam Bru. L’attrice e agente di spettacolo ha ricevuto la Foglia d’Oro d’Onore dalla nostra Chiara Francini.

A seguito della premiazione, è stato proiettato il film L’Enfer dans la ville (Nella città l’inferno) di Renato Castellani, con Anna Magnani, Giulietta Masina e la stessa Myriam Bru.

L’Enfer dans la ville

Le porte del carcere delle Mantellate a Roma si aprono per la prima volta a Lina (Giulietta Masina), timida e ingenua domestica accusata ingiustamente di furto nella casa in cui lavorava. Tra le detenute del carcere femminile spicca la vulcanica personalità della prostituta Egle (Anna Magnani), che prenderà a ben volere la nuova arrivata.

La versione presentata a France Odeon rispecchia il montaggio originale, che si differenzia da quello trasmesso in televisione, modificato per rendere possibile un lieto fine. Un’occasione unica poter assistere alla proiezione di questo film, che è stato restaurato e distribuito da Les Films du Camélia.

La serata si è conclusa con la proiezione di Une fille facile, premiato a Cannes 2019 con il Prix SACD della Quinzaine des réalisateurs.

france odeon xi
Une fille facile

Nell’estate in cui Naïma (Mina Farid) compie 16 anni, sua cugina più grande Sofia (Zahia Dehar) la raggiunge a Cannes per passare le vacanze. Sfrontata e disinibita, Sofia introduce Naïma nel mondo dei “privilegiati”, destreggiandosi con disinvoltura nei rapporti con uomini più grandi e ricchi. Naïma, divisa tra reticenza e ammirazione, è sempre più tentata di imitare la cugina così cosmopolita, finché non aprirà gli occhi su cosa siano veramente la libertà e il potere.

L’estate come la stagione della libertà sessuale, ma anche come linea di demarcazione tra l’adolescenza e l’età adulta, è un tema ricorrente nel cinema. Une fille facile è attraversato dall’immaginario del cinema italiano – La ragazza con la valigia, Sedotta e abbandonata – ma anche da quello di Rohmer (La collezionista). Con le sua atmosfere calde e avvolgenti, mi ha ricordato il recente Call me by your name. Anche Une fille facile è un racconto di formazione, che si apre e si chiude con Naïma che parla in voice over di quell’estate passata. La regista Rebecca Zlotowski sospende il giudizio sull’etica di Sofia, nonostante alla fine scelga di far prendere a Naïma una strada diversa da quella della cugina.

Appuntamento a domani con il resoconto del terzo giorno di France Odeon XI.

leggi il resoconto precedente – france odeon xi #1: il cinema francese a firenze

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Informazioni su Giulia Ricci

Laureata in Scienze Umanistiche per la Comunicazione presso l’Università degli Studi di Firenze con la tesi “La La Land e Les Parapluies de Cherbourg: sogno e realtà nel musical tra moderno e postmoderno”, sono un’aspirante critica cinematografica. Il cinema e la scrittura sono le mie passioni più grandi fin da quando ero bambina, e provo a esprimerle scrivendo sul mio blog Cinema, mon amour! e su L’Occhio del Cineasta. Non chiedetemi quali sono i miei film preferiti, perché non saprei scegliere.

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