France Odeon XI #4: potere femminile

Nella giornata conclusiva di France Odeon XI, sono stati proiettati quattro film in cui le donne erano protagoniste, davanti come dietro lo schermo.

La giornata a France Odeon XI è cominciata con la proiezione di Camille, vincitore del Prix du Public al Festival di Locarno 2019.

Il film racconta la storia vera della giovane fotogiornalista francese Camille Lapage (Nina Meurisse), uccisa nel 2014 all’età di 26 anni nella Repubblica Centrafricana dalle milizie dei musulmani Seleka.

Il regista Boris Lojkine non racconta solo la tragica storia di una coraggiosa fotografa di guerra, ma dell’amore di giustizia e del senso profondamente etico di un’età nella quale ci si sente chiamati in causa e si è incapaci di chiudere gli occhi e far finta di niente, soprattutto se si è scelto un lavoro come il fotogiornalismo. Il regista lascia spesso che siano le fotografie di Camille a parlare, esaltandole attraverso un silenzio assordante mentre si susseguono sullo schermo. Un film asciutto che scuote lo spettatore.

A seguire, abbiamo visto Un divan à Tunis di Manele Labidi, con l’attrice iraniana Golshifteh Farahani.

Selma è una psicanalista parigina di origini tunisine che all’indomani della primavera araba decide di ritornare a Tunisi e di aprire uno studio. Si trova così immediatamente faccia a faccia con una serie di pazienti eccentrici, apertamente diffidenti verso la psicanalisi e ancor di più verso una donna che la pratica.

Un divan à Tunis – già vincitore del Premio del Pubblico Giornate degli Autori a Venezia 76 è una commedia leggera ma dai contenuti profondi. Una piccola curiosità: la colonna sonora del film contiene Città vuota di Mina. La regista Manele Labidi ha scelto questa canzone perché rispecchiava la tonalità del suo film, vivace e malinconica insieme.

Il terzo film della giornata è stato Chambre 212 con Chiara Mastroianni, vincitrice del Premio per la migliore interpretazione Un certain régard al Festival di Cannes 2019.

france odeon
Chambre 212

Dopo vent’anni di matrimonio, Maria decide di abbandonare il tetto coniugale. Si trasferisce così nell’albergo di fronte a casa sua. Guardando il suo vecchio appartamento dall’altro lato della strada, il suo punto di vista cambia radicalmente e inizia a interrogarsi sulla sua scelta. Tra le pareti della camera 212, riappariranno magicamente gli amici, le storie, i momenti significativi del suo matrimonio, che non la lasceranno indifferente.

Un film surreale e di interni quello di Christophe Honoré, dunque con una forte impostazione teatrale sia nelle scenografie che nei dialoghi dei personaggi.

L’XI edizione di France Odeon si è conclusa con la proiezione fuori concorso di Le regard de Charles. Un diario per immagini su Charles Aznavour con i filmati girati dallo stesso tramite una 16mm regalatagli da Édith Piaf nel 1948. Da allora non esiste viaggio, concerto, momento memorabile che non sia stato filmato dal cantautore franco-armeno. La voce dell’attore Romain Duris accompagna le immagini, raccontando i pensieri e le impressioni di una vita.

Un anno prima di morire, Aznavour chiamò Marc Di Domenico, il regista del film e produttore discografico, per mostrargli il suo patrimonio di bobine stipate in una stanza. Il risultato è un racconto intimo e inedito, in cui la musica, allo stesso tempo protagonista e voce narrante, ci fa da guida in un mondo di meraviglie viste attraverso lo sguardo di Charles Aznavour. Viene da dire: grazie anche a Édith Piaf.

Ecco tutti i vincitori di questa edizione:

  • Zita Hanrot – Premio L’essenza del Talento
  • Myriam Bru – Premio Foglia d’Oro d’Onore
  • Valeria Golino – Premio Foglia d’Oro d’Onore
  • Camille – Premio Foglia d’Oro speciale Giuria
  • Mon chien stupide – Premio Foglia d’Oro Giuria
  • Les Misérables – Premio Foglia d’Oro Giovani
  • La Vie Scolaire – Premio Foglia d’Oro Pubblico
  • Un divan à Tunis – Premio Regards méditerranéens

Da France Odeon XI è tutto!

leggi il resoconto precedente – france odeon xi #3: direzioni del cinema francese

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Informazioni su Giulia Ricci

Laureata in Scienze Umanistiche per la Comunicazione presso l’Università degli Studi di Firenze con la tesi “La La Land e Les Parapluies de Cherbourg: sogno e realtà nel musical tra moderno e postmoderno”, sono un’aspirante critica cinematografica. Il cinema e la scrittura sono le mie passioni più grandi fin da quando ero bambina, e provo a esprimerle scrivendo sul mio blog Cinema, mon amour! e su L’Occhio del Cineasta. Non chiedetemi quali sono i miei film preferiti, perché non saprei scegliere.

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