Venezia 75: The Favourite – La recensione

Alla Mostra del Cinema di Venezia è stato presentato in concorso il film in costume di Yorgos Lanthimos, The Favourite.

Mentre imperversa la guerra contro la Francia, la fragile e instabile Regina Anna (Olivia Colman) siede sul trono inglese ma il regno è di fatto governato da una persona a lei vicina, l’arrivista Lady Sarah (Rachel Weisz). Quando a corte arriva la dolce Lady Abigail (Emma Stone), le due sfrutteranno la situazione politica per diventare la “favorita” della Regina.

Grottesco ma non troppo, il film diverte e ammalia con i curatissimi costumi e la scenografia, nonché tramite la fotografia.

The Favourite è un film storico soltanto all’apparenza. In quasi tutta la sua filmografia, Yorgos Lanthimos ha posto sotto la lente d’ingrandimento la società contemporanea, mostrandone soprattutto il lato oscuro e le nevrosi, in maniera diversa: ricorrendo alla distopia in The Lobster, attualizzando la tragedia greca con The Killing of a Sacred Deer e, nel caso di The Favourite, proiettando l’oggi nel passato. «Di un film ambientato in un’altra epoca, la cosa più interessante è scoprirne la relazione coi nostri tempi. A parte i costumi, la mancanza dell’elettricità e di Internet, non molto è cambiato. Comportamento umano, Società e Potere restano assai simile» ha spiegato il regista greco.

A differenza dei suoi ultimi due film, per The Favourite non occorrono particolari delucidazioni una volta usciti dalla sala. Probabilmente questo è dovuto al fatto che, per la prima volta, la sceneggiatura non è stata scritta da Lanthimos stesso, ma da Tony McNamara. Lo sceneggiatore australiano ridicolizza il genere maschile, attraverso il parruccone Nicholas Hoult e lo stallone Joe Alwyn, mentre crea tre protagoniste femminili a tutto tondo e indimenticabili.

Alla riuscita del film hanno contribuito anche le notevoli interpretazioni di Emma Stone, Rachel Weisz e Olivia Colman; meritatissima per quest’ultima la vittoria della Coppa Volpi.
Registicamente parlando, l’utilizzo del grandangolo da parte di Lanthimos è arguto e mai eccessivo. L’attenzione riservata alla scenografia e ai costumi rimanda inevitabilmente a Barry Lyndon, evocato anche attraverso le musiche della colonna sonora, mentre il finale sembra guardare a Le Relazioni Pericolose.

In definitiva, The Favourite è un film riuscito sotto ogni aspetto e, non a caso, al Lido di Venezia è riuscito a strappare anche il Gran Premio della Giuria.

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