Venezia 76: La Vérité – La recensione

«Il film racconta una piccola storia di famiglia che si sviluppa principalmente in una casa. È all’interno di questo piccolo universo che ho provato a far vivere i miei personaggi con le loro menzogne, orgogli, rimpianti, tristezze, gioie e riconciliazioni»: così il regista Kore-eda Hirokazu riassume La Vérité, il suo primo film girato nel vecchio continente presentato a Venezia 76.

Fabienne (Catherine Deneuve) è una diva del cinema francese circondata da uomini che la adorano e la ammirano. Quando pubblica la sua autobiografia, la figlia Lumir (Juliette Binoche) torna a Parigi da New York con il marito Hank (Ethan Hawke) e la figlia Charlotte. L’incontro tra Fabienne e Lumir si trasformerà velocemente in uno scontro: le verità verranno a galla, i conti saranno sistemati, gli amori e i risentimenti confessati.

«Cos’è che rende tale una famiglia? La verità o le bugie? E cosa scegliereste, tra una verità crudele e una bugia a fin di bene? Queste sono le domande che non ho mai smesso di pormi durante la realizzazione del film. Spero che gli spettatori coglieranno l’opportunità per trovare le loro risposte», ha aggiunto il regista di Un affare di famiglia.

In effetti, La Vérité riflette sul confine sottile tra la realtà della vita quotidiana e la finzione davanti alla cinepresa, in un gioco metanarrativo incarnato dalla protagonista Fabienne. In lei, personaggio e persona si confondono, con il peso sbilanciato sul primo sia per la dirompente passione per la recitazione, che come corazza, forma di protezione da una perdita dolorosa. Lumir sembra essere più immersa nella realtà rispetto alla madre, da cui si è sempre sentita trascurata e per questo si è allontanata da Parigi. Scopriremo che i suoi ricordi di un’infanzia priva di affetto materno non corrispondono totalmente alla realtà, e che anche il suo matrimonio apparentemente riuscito nasconde delle crepe.

In questo equilibrio precario tra verità e falsità, lo spettatore non è chiamato a prendere posizione ma è comunque portato ad assumere il punto di vista della piccola Charlotte. Questa crede ingenuamente che la nonna, un tempo strega per esigenza di copione, sia veramente in grado di trasformare gli uomini in tartarughe, ma allo stesso tempo sarà proprio lei ad avere il dubbio su cosa sia vero e cosa no all’interno della sua eccentrica famiglia.

Kore-eda firma una sceneggiatura delicata – forse fin troppo – e a tratti ironica, che punta tutto sulla recitazione delle donne protagoniste, due ottime Catherine Deneuve e Juliette Binoche. Al contrario, Ethan Hawke appare sacrificato nella parte del marito con problemi di alcool e la sindrome da Peter Pan.

La Vérité sarà al cinema dal 10 ottobre.

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