Venezia 76: Ad Astra – La recensione

«Quello che vorrei fare è mostrare la più realistica rappresentazione possibile del viaggio spaziale che sia mai stata vista al cinema»: ecco come James Gray presenta Ad Astra, in gara per il Leone d’Oro.

Il film racconta la missione verso Nettuno condotta dall’astronauta Roy McBride (Brad Pitt) alla ricerca di suo padre (Tommy Lee Jones), partito trent’anni prima con il Progetto Lima e mai più tornato indietro, che l’intelligence americana ritiene responsabile di una serie di tempeste elettromagnetiche mortali.

Nonostante l’affermazione di Gray, Ad Astra non è così veritiero nella rappresentazione dello spazio: il film si svolge in un futuro non precisato ma suggestivo, in cui, per esempio, la Luna è diventata un grande aeroporto e bisogna stare in guardia dai pirati che si aggirano per i crateri. Assolutamente terrena è invece la rappresentazione del rapporto padre-figlio, che è il vero fulcro narrativo del film.

ad astra

Roy McBride è l’astronauta perfetto, sempre concentrato e mai in preda alle emozioni, che ha scordato cosa significhi amare anche per colpa del padre, che lo ha lasciato sulla Terra insieme a sua madre per inseguire il sogno di una vita. Il viaggio intrapreso da McBride padre trent’anni prima era volto alla ricerca di forme di vita extraterrestre, mentre quello successivo di McBride figlio a riscoprire la bellezza dell’essere un essere umano, delle cose semplici spesso date per scontate ma importanti, dei legami che ci rendono ciò che siamo.

James Gray confeziona il suo film cercando di confrontarsi con i classici del cinema di fantascienza e non solo – per esempio traendo ispirazione da Cuore di Tenebra come fece Apocalypse Now – apportando anche una nuova riflessione sul tema dell’ambiguità della specie umana.

Ad Astra è un film intimo e riflessivo, visivamente accattivante ma con qualche forzatura nella sceneggiatura. Il suo messaggio, assolutamente universale e profondo, forse viene veicolato in maniera un po’ scontata.

Un bravo Brad Pitt regge tutta la pellicola sulle spalle, mentre i secondari Liv Tyler, Donald Sutherland e Ruth Negga (meno Lee Jones) sono circoscritti a un numero trascurabile di scene.

Al cinema dal 26 settembre.

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