Best of 2018: i migliori film dell’anno

Come salutare il 2018 se non attraverso un riepilogo dei migliori film usciti durante l’anno?

I titoli qui segnati sono usciti nelle sale italiane dal 1 gennaio al 31 dicembre 2018. Sono escluse dunque le produzioni del 2018 che non sono ancora state distribuite nel nostro paese e, viceversa, incluse quelle del 2017 arrivate da noi l’anno seguente. L’ordine delle pellicole è casuale.

1. Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

La commedia nera di Martin McDonagh è perfettamente bilanciata: fra una sequenza comica e l’altra si cela un dramma profondo e toccante. Ottima la caratterizzazione dei personaggi; non ci sono antagonisti e eroi, ma soltanto esseri umani, rappresentati in tutta la loro complessità da tre interpreti formidabili. Un film di vendetta che si trasforma in una storia di perdono e redenzione.

2. Chiamami col tuo nome

Il film di Luca Guadagnino coinvolge tutti i sensi; merito delle atmosfere fascinose e dell’intesa tra i due protagonisti Timothée Chalamet e ArmieHammer. Call Me by Your Name è la storia di un paradiso scoperto e già perduto: racconta il primo innamoramento di tutti noi e ci ricorda che non dobbiamo piangere se è finito, ma sorridere perché è successo. Un’esperienza catartica che non lascia indifferenti.

3. La forma dell’acqua

The Shape of Water è un film completo, soddisfacente e in linea con gli altri lavori del regista messicano. La storia non è particolarmente originale ma è realizzata con uno stile visivo molto autentico. Guillermo Del Toro si conferma un ottimo storyteller e un vero amante del cinema, realizzando una favola ottimista destinata a diventare un classico della cinematografia.

4. Il filo nascosto

Il film di Paul Thomas Anderson racconta un amore malato. Phantom Thread contiene numerosi richiami ad Alfred Hitchcock e Stanley Kubrick, ma anche alla psicoanalisi di Sigmund Freud. Un film pensato in ogni minimo dettaglio e ricco di sottotesti. Verrà ricordato anche come il canto del cigno di Daniel Day-Lewis.

5. Un sogno chiamato Florida

The Florida Project racconta una storia di emarginazione pur non eccedendo in pietismi. È un film che parla per immagini e gioca sul contrasto tra la spensieratezza dei piccoli protagonisti e la miseria che li circonda. Un film registicamente interessante, con un finale inquietante, crudele e al tempo stesso sognante.

6. Tonya

Il film con Margot Robbie è un bopic con personaggi e situazioni assurdi, tutto giocato tra ironia e verità, in cui non mancano i richiami al cinema di Martin Scorsese. Tonya è però anche una riflessione amara sulle contraddizioni della vita di Tonya Harding, vittima delle violenze della madre e del marito, nonché dell’accanimento dei media.

7. First Reformed – La creazione a rischio

Nel post enciclica Laudato si’ di Papa Francesco, First Reformed propone sul grande schermo un interessante connubio tra fede e ambientalismo, con l’aggiunta del tema della follia, tanto caro allo sceneggiatore di Taxi Driver. Disturbante e inquietante, il film di Paul Shrader è purtroppo passato in sordina nonostante la sua presentazione alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia. Con un Ethan Hawke in ottima forma.

8. Dogman

Il regista Matteo Garrone va oltre il fatto di cronaca nera del Canaro della Magliana per rappresentare una storia di oppressione e sopravvivenza, mettendo in scena una metafora struggente tra cane e padrone/vittima e oppressore, incarnata dai protagonisti Marcello (Marcello Fonte) e Simone (Edoardo Pesce). Dogman è un film che vale la pena vedere anche solamente per l’interpretazione gigantesca di Marcello Fonte, premiata al Festival di Cannes.

9. Sulla mia pelle

Altro film della migliore tradizione realistica italiana, Sulla mia pelle ricostruisce gli ultimi sette giorni di vita di Stefano Cucchi basandosi esclusivamente sugli atti processuali, risultando un film essenziale eppure duro come un pugno allo stomaco. Un film necessario che restituisce dignità alla famiglia Cucchi, impreziosito dalla mostruosa interpretazione di Alessandro Borghi.

10. BlacKkKlansman

Il vincitore del Grand Prix al Festival di Cannes è un film serio ma non serioso, che fa dell’ironia la sua arma più potente ma lascia allo spettatore molto su cui riflettere, tra cui: il rinvigorirsi dei suprematisti bianchi e la denuncia del ruolo giocato dall’industria cinematografica nel mantenimento del sistema iconografico della classe dominante. Questo di Spike Lee è un esempio decisamente riuscito di cinema testimone e attore di una volontà combattiva lontana da qualsiasi rivendicazione vittimista.

11. First Man – Il Primo Uomo

Il film di Damien Chazelle racconta lo sbarco sulla Luna procedendo di funerale in funerale, di lutto in lutto, con un approccio dunque più intimo che sensazionalista, attraverso il racconto del dramma privato vissuto dal protagonista Neil Armstrong. Le immagini spettacolari nello spazio si accompagnano a ritratti più intimistici sulla Terra, focalizzati sulla famiglia Armstrong e sugli altri astronauti impegnati nelle missioni della NASA per portare l’uomo sulla Luna. Un film diverso dagli altri del regista, ma che smonta nuovamente l’american dream.

12. ROMA

Vincitore del Leone d’oro alla Mostra del Cinema di Venezia, il film di Alfonso Cuarón è la sua opera più intima e autobiografica. ROMA è un family drama sulla forza delle donne privo di retorica e profondamente sincero. Un flusso di immagini in bianco e nero in cui lasciarsi trasportare.

Menzioni speciali: L’ora più buia, Lady Bird, The Disaster Artist, Ostili, L’isola dei cani, Lazzaro Felice, Un affare di famiglia, Old Man & the Gun.

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