Venezia 75: Ricordi? – La recensione

Presentato nella sezione Giornate degli Autori della Mostra del Cinema di Venezia, Ricordi? di Valerio Mieli racconta una lunga storia d’amore attraverso i ricordi, più o meno falsati dagli stati d’animo, dal tempo, dalle differenze di punto vista dei protagonisti interpretati da Luca MarinelliLinda Caridi.

Ricordi? racconta il viaggio di due persone negli anni: insieme e divise, felici e infelici, innamorate tra loro, innamorate di altri.

I due si conoscono ad una festa, raccontandosi episodi d’infanzia. Anche la festa in cui si incontrano viene ricordata, e in due versioni: il modo di lui, malinconico e grigio, quello di lei allegro e colorato. Passano gli anni, lo sguardo di lui si trasforma, si alleggerisce, mentre quello di lei matura, si fa più complesso e più scuro. Il rapporto che sembrava consolidarsi rischia ora di perdere magia. Inizia una crisi. Nel corso del film i due ragazzi crescono e cambiano: lui scopre che è possibile un amore che dura nel tempo, lei impara la nostalgia. Con il passare del tempo, le immagini di questa relazione – come quelle dell’infanzia, di un lutto, di un’amicizia tradita, di una grande gioia – si modificano. Si saturano di emozione, o invece sbiadiscono, si cancellano, finché, riesumate da un profumo, da una parola, riemergono più forti, in un presente che scivola via per farsi subito memoria.

È la nostalgia a rendere tutto bello e inventiamo una felicità perfetta che non c’è mai stata, o siamo davvero felici ma lo capiamo solo dopo? Il regista, qui anche sceneggiatore, ha tentato di rispondere a questo interrogativo, assumendo due punti di vista differenti, incarnati dai protagonisti senza nome.

Lui e Lei viaggiano su due binari, paralleli ma diversi: l’uno dalla pesantezza alla leggerezza, l’altra nella direzione opposta, destinati ad incrociarsi e poi ad allontanarsi verso altre destinazioni. Nel momento del loro incontro, si scambiano emozioni, sensazioni, ricordi – appunto, e ne escono cambiati.

Ricordi? non è soltanto un film romantico, ma anche una riflessione sul ruolo della memoria all’interno di una coppia. Mieli riesce intelligentemente, e con grande sensibilità, a mostrare quanto la mente sia molto poco affidabile quando si tratta di immagazzinare esperienze e sentimenti nella nostra testa. In una coppia, è difficile che entrambi ricordino un episodio esattamente alla stessa maniera. Anzi, talvolta è molto facile che noi stessi ricordiamo in maniera differente, più volte, un medesimo momento. Nella nostra mente cambiano i colori, gli abiti, i luoghi, le persone; con il passare del tempo, tutto si fa più confuso e sfumato, come sembra suggerire l’immagine nebbiosa nella scena delle acque termali, in cui i due protagonisti sono avvolti dal vapore.

Il montaggio si rivela fondamentale nel tagliare e cucire insieme i ricordi dei due protagonisti, mescolando – apparentemente in modo confusionario – i loro flussi di pensiero. In verità, l’architettura del film rispecchia i ricordi e le emozioni di ciascuno di noi, essendo anche la vita un unico flusso di sensazioni e memoria. La regia dinamica di Mieli scivola via che è una meraviglia, sostenuta dalla discreta fotografia, che si fa ora più scura, ora più vivida, secondo lo stato d’animo e la personalità di chi sta ricordando. La nostalgia viene evocata anche attraverso le musiche non originali, caratterizzate da suonate al piano e al clarinetto.

È raro che un film evidentemente costruito a tavolino risulti poi sullo schermo così sincero. Merito anche dei due interpreti Luca Marinelli e Linda Caridi, entrambi spontanei e intensi.

Ricordi? è un film di una tenerezza disarmante, riuscito non solo nella sceneggiatura frammentata, ma anche a livello di regia e di montaggio.

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