Le migliori interpretazioni di Sam Rockwell

Oggi 5 novembre, è il compleanno dell’attore statunitense Sam Rockwell.

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Con all’attivo più di 100 film, Sam è probabilmente uno dei migliori attori in circolazione, anche se terribilmente sottovalutato. Io ho avuto il piacere di scoprirlo alla Mostra del Cinema di Venezia, dove era in concorso con il film Tre Manifesti a Ebbing, Missouri, e che dire, mi ha conquistata. Da settembre ad oggi, ho recuperato una decina di film in cui ha recitato, ed è diventato uno dei miei attori preferiti.

Sam Rockwell si destreggia in qualunque genere di film, dalla commedia al grottesco, dal drammatico alla fantascienza. Ciò che probabilmente lo rende sconosciuto ai più, è la sua attitudine a prendere parte a film indipendenti che però, dal mio punto di vista, è un valore aggiunto.
Ma quello che più mi piace di Sam Rockwell è la sua capacità di rendere indimenticabili i personaggi da lui interpretati, che siano i protagonisti (raramente) o delle figure secondarie (più spesso).

Rockwell caratterizza sempre in maniera completa i suoi personaggi: è in grado di far emergere dei lati spiritosi in quelli più cattivi, e dei lati fragili nei più buoni. Inoltre, talvolta interpreta con leggerezza alcuni ruoli altrimenti pesanti o, viceversa, dà maggiore spessore a personaggi disimpegnati. Per questo, si trova a suo agio con qualsiasi parte gli venga offerta, spesso aggiungendo un pizzico di sana follia.

Date le premesse, sarebbe stato veramente difficile stilare una classifica delle sue migliori interpretazioni, dunque mi limiterò ad analizzarne alcune tra le più emblematiche.

Il suo ruolo più conosciuto è probabilmente “Wild Bill” Wharton de Il Miglio Verde.

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Wharton è un personaggio nato come espediente comico per alleggerire i toni drammatici del film che poi assume un peso maggiore, diventando una figura chiave. Sebbene sia un pluriomicida, Wild Bill è il classico antagonista per cui, in certi momenti, si fa quasi il tifo, ma che alla fine non si può non odiare. Merito senz’altro di Rockwell, che è riuscito brillantemente a bilanciare umorismo scurrile, pazzia e malvagità.

Un altro personaggio enigmatico è Chuck Barris di Confessioni di una mente pericolosa.

Nel film di George Clooney, Sam interpreta il famoso produttore e presentatore televisivo americano che, stando alla sua autobiografia, sarebbe stato anche un agente segreto della CIA. Questo tipo di ruolo richiedeva un attore carismatico e talentuoso, in grado di cambiare registro (dalla commedia al drammatico e viceversa) in un batter d’occhio, e Rockwell ci è riuscito alla grande, facendo emergere entrambi i lati di Barris, uno lucido e l’altro delirante. Non è mai stato confermato infatti se Barris fosse stato veramente ingaggiato dalla CIA o se tutto fosse frutto della sua mente, e Rockwell gioca molto su questa ambiguità, regalandoci la sua prova attoriale migliore.

Sebbene sia una piccola parte, anche il ruolo di Charley Ford in L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford è interessante.

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Nel film di Andrew Dominik, Sam interpreta Charley Ford, il fratello tormentato del codardo Robert Ford e complice del rapinatore Jesse James, in modo assolutamente naturalistico e per niente pompato. Charley incarna l’occhio dello spettatore: assiste alla frustrazione del fratello, non pienamente accettato nella banda e sempre più invidioso, ma anche alla paura di morire di James, costantemente sospettoso dei suoi uomini, fino all’uccisione del rapinatore stesso, lasciandosi travolgere dagli eventi, per poi sentirsi in colpa per aver partecipato all’uccisione di un uomo che conosceva molto bene. In genere, Rockwell si cala perfettamente nei panni di uomini deboli, inquieti e anche un po’ patetici ma, soprattutto nell’ultima parte del film, aggiunge molta malinconia al suo personaggio, rendendolo compassionevole al pari dei protagonisti Jesse James e Robert Ford.

Un’altra interpretazione piuttosto nota è quella del misterioso astronauta Sam Bell in Moon.

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Se già in Confessioni di una mente pericolosa Rockwell era un uomo dalla doppia personalità, nel film di Duncan Jones lo sdoppiamento avviene anche fisicamente. Il suo personaggio è multiplo, e così anche l’interpretazione è doppia. Infatti, i due Sam Bell vengono caratterizzati in maniera leggermente diversa dall’interprete: il primo, pur mantenendo un certo sarcasmo, soffre di solitudine, mentre l’altro è più taciturno e irascibile. In Moon troviamo quindi una specie di sintesi dei modi in cui Rockwell recita.

I suoi ruoli comici migliori sono probabilmente Billy di 7 Psicopatici e Dixon di Tre Manifesti a Ebbing, Missouri, ambedue diretti da Martin McDonagh.

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In entrambe le commedie nere, grazie anche alle sceneggiature dello stesso McDonagh, i caratteri interpretati da Sam hanno un’evoluzione evidente, e si trasformano da personaggi stereotipati a personalità molto più complesse. Infatti, Billy di 7 Psicopatici non è soltanto un rapitore di cani nullafacente e stravagante, bensì un uomo profondo e con un’etica personale, così l’agente Dixon, da razzista, violento e mammone, diventa poi il poliziotto che aveva sempre sognato di essere. Billy e Dixon sono due uomini infantili, che suscitano anche tenerezza nello spettatore, merito sicuramente del tocco di malinconia dato dall’attore.

Un altro esempio di “Peter Pan” è The Kid di Box of Moonlight.

Nel film di Tom DiCillo, il personaggio interpretato da Rockwell è come un bambino: travestito da David Crockett, scappa dalla società per rifugiarsi nella sua fantasia. Ma è proprio la sua puerilità e il vivere immerso nella natura che gli permettono di godersi la vita con spensieratezza, e che lo rendono anche vagamente filosofico. Rockwell va oltre i luoghi comuni e realizza un’interpretazione deliziosa e intensa.

Come The Kid, anche il giardiniere Trent di Lawn Dogs vive nella foresta, isolato dal resto del mondo, finché Devon (Mischa Barton), una ragazzina di 10 anni, pretende di diventare sua amica. Trent e Devon hanno un rapporto molto dolce, simile a quello tra Léon e Mathilda nel film di Luc Besson, che non sfocia mai nell’ambiguo, fino a quando la comunità di Camelot Gardens bolla Trent come pedofilo e lo costringe a lasciare la città. Rockwell è qui un perfetto ragazzo perseguitato, per cui non si può non provare pietà.

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Insomma, a mio parere Sam Rockwell è un bravissimo caratterista, che meriterebbe più riconoscimenti; un talento raro che, oltretutto, sa anche ballare (e bene). Come si fa a non amarlo?

 

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