Venezia 75: i titoli da segnarsi e le prime impressioni sul programma ufficiale

Oggi 25 luglio 2018 è stato annunciato il programma ufficiale della settantacinquesima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. In attesa del 29 agosto, questo sarà un promemoria dei film da vedere, che mi piaceva condividere con i miei fidati lettori. Come lo scorso anno, sarò presente alla Mostra, quindi potrete seguire insieme a me i red carpet, le conferenze stampa e – soprattutto – le recensioni dei film presentati in anteprima al Lido. Per restare sempre aggiornati, basta iscriversi alle pagine Facebook, Instagram e Twitter.

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Il film d’apertura sarà First Man di Damien Chazelle, con Ryan Gosling e Claire Foy: storia di Niel Armstrong, primo uomo a sbarcare sulla Luna, il film è stato scelto dal direttore artistico Alberto Barbera perché è “un lavoro personale, affascinante e originale, piacevolmente sorprendente al confronto con gli altri film epici del nostri tempi, a conferma del grande talento di un regista tra i più importanti del cinema americano di oggi”. La notizia è stata diffusa alla vigilia dell’anniversario dell’allunaggio.
Il trailer – uscito qualche settimana fa – mi aveva convinto a metà: First Man appare come una pellicola non troppo necessaria, visto l’abuso del genere fantascientifico, e rischia di finire nella lista dei film biografici monotoni, ma potrebbe comunque sorprendermi, in particolare a livello registico, con Chazelle dietro alla macchina da presa.

Gli altri film in Concorso sono il film di Mario Martone sulla Capri di inizio Novecento, Capri-Revolution (con Marianna Fontana), il remake di Suspiria di Luca Guadagnino (“film più ambizioso, con un cast impressionante, tra cui Tilda Swinton in tre parti di cui due sono irriconoscibili”, dice Barbera), Doubles Vies di Olivier Assayas, con Guillaume Canet e Juliette Binoche, che riflette sulla rivoluzione digitale che stiamo vivendo, il western di Jacques Audiard con Jake Gyllenhaal e Joaquin Phoenix The Sisters Brothers, la miniserie di Ethan e Joel Coen, The Ballad of Buster Scruggs, originariamente divisa in 6 puntate, poi trasformata in un film antologico in occasione della Mostra (tra gli interpreti, Tim Blake Nelson, James Franco, Tom Waits, Liam Neeson, Brendan Gleeson), Vox Lux di Brady Corbet con Natalie Portman e Jude Law, Roma di Alfonso Cuaron, storia di una famiglia della media borghesia messicana nella Città del Messico degli anni ’70, 22 July di Paul Greengrass sull’attacco terroristico di Anders Breivik in Norvegia nel luglio del 2011, Werk Ohne Autor del regista tedesco Florian Henckel Von Donnersmarck, film ambizioso che parte dal nazismo e arriva agli anni Settanta, The Nightingale di Jennifer Kent con Sam Claflin, ambientato nella Tasmania del 1820, The Favourite di Yorgos Lanthimos sull’epoca della regina Anna (con Emma Stone, Rachel Weisz e Olivia Colman), Peterloo di Mike Leigh sulla sanguinosa pagina della storia inglese che vide la carneficina di un alto numero di manifestanti nel 1819, What You Gonna Do When The World’s On Fire? di Robert Minervini, riflessione sulla questione razziale nell’America di oggi, Sunset, il racconto di formazione di una donna nella Budapest del periodo precedente la prima guerra mondiale, diretta dal premio Oscar ungherese Laszlo Nemes, At Eternity’s Gate di Julian Schnabel, su Vincent Van Gogh, con Willem Dafoe nel ruolo dell’artista e Oscar Isaac, Mads Mikkelsen e Emmanuelle Seigner nel cast, e poi The Mountain di Rick Alverson, Frères Ennemis di David Oelhoffen con Matthias Schoenaerts, Nuestro Tiempo di Carlos Reygadas, Acusada di Gonzalo Tobal e Zan (Killing) di Shinya Tsukamoto.

La maggior parte dei titoli in concorso sono imperdibili. La selezione ufficiale colpisce non solo per la qualità delle pellicole, ma anche per la presenza di tre film Netflix (Cuaron, Coen, Greengrass) a contendersi il Leone d’oro e per l’ingente numero di film storici.

Per il 31 agosto è fissata l’anteprima mondiale fuori concorso di A Star Is Born, esordio alla regia di Bradley Cooper e primo ruolo da protagonista per la cantante Lady Gaga. Film musicale, remake al cubo di È nata una stella, anche questo titolo non mi stuzzica come dovrebbe. Due divi come Cooper e Lady Gaga dovrebbero bastare a fare il film, e sarà curioso vederli rispettivamente come regista e attrice protagonista, ma non vorrei che si trattasse dell’ennesimo caso di molto fumo e niente arrosto. Detto ciò, il cast tecnico – formato dal direttore della fotografia Matthew Libatique (Il cigno nero), la scenografa Karen Murphy (It Comes at Night), il montatore Jay Cassidy (American Hustle, Il lato positivo, Into the Wild) e la costumista Erin Benach (Drive) – mi fa venire voglia di inserire il film nel mio programma personale.

Tra i titoli Fuori concorso ci sono anche The Other Side of the Wind, il film postumo di Orson Welles che verrà distribuito su Netflix e proprio per questo motivo era stato scartato al Festival di Cannes, il nuovo film di Roberto Andò, Una storia senza nome con Micaela Ramazzotti e Renato Carpentieri, che intreccia vicende cinematografiche con la vera storia del furto del Caravaggio a Palermo, l’estate nella villa di famiglia di Valeria Bruni Tedeschi con Le villeggianti (Les Etivans), Un Peuple et Son Roi di Pierre Schoeller, con Gaspard Ulliel e Luis Garrel sulla Rivoluzione francese e i suoi protagonisti, Shadow di Zhang Yimou (durante il periodo dei Tre Regni, un re in esilio e il suo generale creano un complotto per riprendersi tutto quello che gli è stato tolto), ed il thriller ad alta tensione Dragged Across Concrete di S. Craig Zahler, con Mel Gibson e Vince Vaughn. Tra le proiezioni speciali, le prime due puntate della serie HBO/Rai/Wildside L’amica geniale, tratta dai bestsellers di Elena Ferrante, per la regia di Saverio Costanzo.

Da tenere d’occhio anche Sulla Mia Pelle di Alessio Cremonini, con Jasmine Trinca e Alessandro Borghi, il film sugli ultimi giorni di vita di Stefano Cucchi, Charlie Says con Matt Smith sulle donne di Charles Manson (entrambi nella sezione Orizzonti), mentre alle Giornate degli Autori la storia d’amore Ricordi? con Luca Marinelli, regia di Valerio Miele.

Nella sezione Venezia Classici quest’anno è stata data particolare importanza a film asiatici e italiani, con titoli come Il portiere di notte (Liliana Cavani), Il posto (Ermanno Olmi), La notte di San Lorenzo (Paolo e Vittorio Taviani). I suddetti e molti altri classici del cinema potranno essere visionati dal pubblico in versione restaurata, per riscoprirli in una nuova veste.

Novità di questa edizione è la sezione Sconfini, che prende il posto del cosiddetto “Cinema del giardino” e in cui, tra gli altri, verrà presentata una nuova versione di Tree of life di Malick della durata di 180 minuti.
Inoltre, All’hotel Des Bains, da anni chiuso per lavori, verrà allestita una grande esposizione fotografica che celebra la lunga storia della Mostra del Cinema nel suo settantacinquesimo anniversario.

Per finire, la giuria del concorso principale – capitanata da Guillermo Del Toro, vincitore lo scorso anno del Leone d’oro per La forma dell’acqua – è formata dall’attrice australiana Naomi Watts, l’attore austriaco Christoph Waltz, il regista neozelandese Taika Waititi, la regista polacca Malgorzata Szumowska, il regista italiano Paolo Genovese, l’attrice e regista Nicole Garcia, l’attrice danese Trine Dyrholm, e l’attrice e regista Sylvia Chang.

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2 commenti su “Venezia 75: i titoli da segnarsi e le prime impressioni sul programma ufficiale

  1. L’anno scorso è stata un’edizione di altissimo livello, ma quest’anno rischia addirittura di superarla!
    Staremo a vedere!

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